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AGRIGENTO ROMANA

Caduta definitivamente  nelle mani del generale Valerio Levino nel 210 a.c., Agrigentum (come ormai era chiamata dai Romani), divenne civitas decumana, cioè tenuta a dare ogni anno a Roma la decima parte dei suo raccolto agricolo, e fu ripopolata con coloni provenienti da altre parti dell’isola.

La pax romana fece rifiorire la città e anche il territorio agrigentino con la sua produzione cerealicola contribuì a fare della Sicilia “il granaio di Roma”.

La concentrazione di masse di schiavi che nella quasi totalità erano di lingua greca e quindi potevano facilmente comunicare tra di loro e le loro condizioni di vita nei latifundia causarono la rivolta degli schiavi guidati da Euno. Anche Agrigento fu interessata. Nel corso della prima guerra servile (139-132), Agrigentum viene saccheggiata da 5000 schiavi guidati da Cleone e subisce devastazioni anche nel corso della seconda guerra servile (104- 99 ).

Fu vittima delle malversazioni e delle vessazioni del pretore Verre (dal 73 al 71 a.C.) che rubò una statua di Apollo dal Tempio di Asclepio ma non riuscì ad impadronirsi della statua di Ercole nel tempio dedicato a questo dio non lontano dal foro della città per la reazione unanime dei cittadini.

Dopo le guerre civili tra i triunviri romani e la battaglia di Azio (31 a.C.), l’epoca imperiale coincide per Agrigento con un nuovo periodo di splendore assicurato dai commerci dell’emporio.

 

Tombée définitivement dans les mains du général Valerio Levino en 210 a.c., Agrigentum (ainsi  appelée par les Romains), est devenue civitas decumana, c’est-à-dire que chaque année la ville  était obligée de donner à Rome la dixième partie de la récolte agricole, et  elle  a été repeuplée par des colons provenant d’autres zones  de l’île.

La Pax Romana fit refleurir Agrigente grâce à sa production de céréales et contribua à faire de la Sicile “le grenier à blé de Rome.”

La concentration des masses d’esclaves presque tous grecs  pouvant facilement communiquer entre eux et les pénibles  conditions de vie dans les latifundia provoquèrent la révolte des esclaves dirigée par Euno.  Agrigente en fut elle-aussi touchée. Pendant la Première Guerre Servile (139-132), Agrigentum fut pillée par 5000 esclaves dirigés par Cléon et souffra également de  dévastations pendant la Seconde Guerre Servile (104- 99).

Elle fut victime de malversations  et de harcèlements  de  la part du préteur Verrès (73-71 a.c.) qui  vola une statue d’Apollon du temple d’Asclépios, mais ne réussit pas  en faire autant  avec la statue d’Hercule dans le temple dédié à ce dieu, non loin du centre de la ville à cause de la réaction unanime des citoyens.

Après les guerres civiles entre le triumvirat romain et la bataille d’Actium (31 a.c.), l’époque impériale coïncide pour Agrigente avec une nouvelle période de splendeur garanti par le commerce de l’emporium.

 

LA CHIESA DI SANTO SPIRITO The Church of the Holy Spirit L’Eglise de Santo Spirito

La chiesa di Santo spirito fa parte del complesso monumentale medievale fondato  nel 1299 dalla marchesa Rosalia Prefoglio moglie di Federico I di Chiaramonte e donato alle monache benedettine dell’ordine cistercense, le quali rimasero nel monastero fino al 1866 quando un regio decreto decise di utilizzarlo come orfanotrofio e poi come mensa dei poveri.

La facciata è costituita da un maestoso portale gotico, a sesto acuto, sormontato da un rosone in pietra chiara che risale al tempo della fondazione. Nel seicento sono stati aggiunti la scalinata di accesso e la torretta campanaria con tre campane protette da ringhiere aggettanti in ferro.

La chiesa ad unica navata ha un soffitto a cassettoni con al centro lo stemma dei Chiaramonte, nel quale si apre un ottagono con la raffigurazione di una colomba con angeli simboleggiante lo Spirito Santo.

Al di sopra dell’ingresso vi è la Cantoria sorretta da quattro colonne con  capitello corinzio e tra le ampie finestre a vetri tre statue allegoriche raffiguranti la Sapienza, la Carità e la Libertà.

Oltre la Cantoria, a sinistra della navata dentro una nicchia, è collocata una Madonna col Bambino  in marmo attribuita al Gagini.

Sul primo altare a destra troviamo una tela attribuita a Pompeo Buttafuoco, raffigurante “La strage degli innocenti”, copia di un’opera di Rubens. Sull’altare di sinistra una tela raffigurante una Madonna, opera di Apelle Politi.

Più avanti, sulle pareti della navata, quattro quadroni, due per lato,  che rappresentano scene  dell’infanzia di Cristo: la Natività, l’Adorazione dei Magi, la Fuga in Egitto, la Presentazione al Tempio, di Giacomo Serpotta, artista siciliano nato nel 1656.

Fra i quadroni si vedono due altari: quello di destra accoglie un Madonna dorata, quello di sinistra un Crocifisso ligneo con reliquario.

Sull’altare Maggiore una Gloria con il Signore, lo Spirito Santo in forma di colomba, San Bennardo e San Benedetto. In alto una falsa cupola con un trompe l’oeil

The Church of the Holy Spirit is part of the medieval monument founded in 1299 by the Marquise Rosalia Prefoglio, Frederick I’s wife of  Chiaramonte. It was donated to the Benedictine nuns until 1866, when a Royal Decree decided to use it as an orphanage and a poor refectory. In 1916 the State entrusted Agrigento with the property.

The facade is made up of a majestic Gothic portal, with pointed arches, surmounted by a light-colored stone rose window dating back to the time of the foundation. In the seventeenth century the access staircase and the bell tower with three bells protected by iron railings have been added.

The nave was built as a “hall of preaching” without apse, according to the  baroque canon and it has a coffered ceiling with the coat of arms of the Chiaramonte family in which there is an octagon with the depiction of a dove  with angels symbolizing the Holy Ghost .

Above the entrance there is the choir supported by four columns with Corinthian capitals and among the large windows we find three allegorical statues representing wisdom, charity and freedom. Beyond the Choir, to the left of the aisle in a niche, we admire the marble statue of the Madonna of the Spring and Child by Gagini.

On the first altar on the right we can find a painting attributed to Pompey Buttafuoco, depicting “The Massacre of the Innocents”, a copy of a work by Rubens while on the left altar we can see a painting of the Virgin Mary, a work by Apelles Politi.

The side walls of the nave, pleasantly decorated with stuccowork by the famous master sculptor Serpotta, show scenes from the childhood of Jesus Christ: on the left the Nativity, the Adoration and on the right the Flight into Egypt and the Presentation in the Temple.

Among the bricks we see two altars: the right one houses a golden Virgin Mary, the left one a wooden cross with a reliquary.

On the main altar we find the Glory with the Lord, the Holy Spirit as a dove, St. Bernard and St. Benedict, and at the top a false dome with a trompe l’oeil.

L’Eglise de Santo Spirito fait partie d ‘un complexe monumental qui remonte au Moyen-Age et fut fondé en 1299 par la Marquise Rosalia Prefoglio épouse  de Frédéric Chiaramonte. Elle la donna aux religieuses bénédictines de l’ordre cistercien, qui sont restées dans le monastère jusqu’en 1866 quand un décret royal a décidé de l’utiliser  comme orphelinat et plus tard comme un réfectoire pour les pauvres.

 La façade se compose d’un majesteux portail gothique, avec des arcs en ogive, surmontée d’une pierre de couleur claire rosace datant de l’époque de la fondation. Au XVIIe siècle, on a ajouté  l’escalier d’accès et le clocher avec trois cloches protégées par des grilles en fer

L’église a une seule nef  et  un plafond à caissons avec les armoiries de la  familled Chiaramonte, à l’intérieur  duquel il y a un octogone avec la représentation d’une colombe symbolisant les anges du Saint-Esprit.

Au-dessus de l’entrée, on trouve la tribune de la chorale soutenue par quatre colonnes à chapiteaux corinthiens et entres  les grandes fenêtres à  vitres  les statues allégoriques représentant la Sagesse, la Charité et la Liberté.

 Au-delà de la chorale, à gauche  ,dans une niche, on peut admirer  une sculpture d’une  Vierge et l’Enfant attribuée à Gagini.

Sur Le premier autel , à droite , il y a un tableau attribué à Pompée Buttafuoco, représentant “Le Massacre des Innocents”, une copie d’une œuvre de Rubens. Sur l’autel, à gauche, un tableau  de la  Vierge,  œuvre de Apelle Politi.

Sur  les murs de la nef, quatre tableaux, deux de chaque  côté, représentant des scènes de l’enfance du Christ: la Nativité, l’Adoration des Mages, la fuite en Egypte, la Présentation au Temple, par Giacomo Serpotta, l’artiste sicilien né en 1656.

On peut encore admirer deux autels: le premier accueille une Vierge en or, le deuxième une croix en bois avec un reliquaire.

Sur  l’autel , on peut admirer une Gloire au Seigneur, le Saint-Esprit  sous la forme d’une colombe, Saint Bernard et Saint Benoit, une fausse coupole avec un trompe l’œil.

LA CHIESA DI SAN LORENZO St.Lorenzo’s Church L’ eglise de San Lorenzo

La chiesa di San Lorenzo, detta anche chiesa del Purgatorio, fu costruita nella seconda metà del sec. XVII sui resti di una chiesetta medievale  anch’essa dedicata a San Lorenzo. L’esterno di questo splendido monumento del barocco è caratterizzato da una doppia scalinata e da un’alta facciata a due ordini coronati da timpano. Il portale d’ingresso è formato da due colonne tortili accostate a pilastri fiancheggiati dalle figure allegoriche della Fede e della Carità. Nella parte superiore un fastigio presenta un medaglione con la Vergine circondata da angeli.

Nel secondo ordine spicca un’elegante finestra con ai lati due statue di santi. Una torre campanaria situata a sinistra della facciata contribuisce a dare ulteriore slancio all’impianto prospettico.

L’interno ad unica navata denota con immediatezza che siamo di fronte ad una chiesa a “sala di predicazione”. La navata lunga mt.39 e larga mt.9 è affiancata da quattro cappelle con la Deposizione e il Crocifisso del seicento ed è decorata con stucchi di scuola serpottiana. Opera di Giuseppe e Giacomo Serpotta sono invece le otto statue che rappresentano le virtù: l’Amore, la Semplicità, la Carità, la Prudenza, la Giustizia, la Religione la Fortezza, la Mansuetudine. La cupola è decorata da un grande affresco di Michele Narbone. Il Presbiterio nella parte centrale mostra le Anime del Purgatorio mentre l’abside accoglie una tela che rappresenta San Lorenzo. La chiesa vanta i confessionali più antichi della città che però sono un po’ macabri a causa dei teschi collocati sulla spalliera dove di solito sedeva il sacerdote. Il ricorso ai teschi rientra nella credenza della Chiesa di quel tempo di voler aumentare la venerazione dei fedeli attraverso l’uso di immagini terrificanti.

The church of San Lorenzo, also known as the Church of Purgatory, was built in the second half of the seventeenth century on the ruins of a medieval church dedicated to Saint Lorenzo, too.

It is located in the Baroque Piazza del Purgatorio, in the heart of the historic center of Agrigento.

 The exterior of this beautiful monument of the Baroque is characterized by a double staircase and a high façade with two orders crowned by a tympanum. The entrance portal is characterized by its twisted columns, which rest on pillars flanked by the allegorical figures of Faith and Charity. At the top we can see a  medallion with the Virgin surrounded by angels.

In the second row an elegant window stands flanked by two statues of saints. A bell tower located on the left of the facade helps to give further impetus to the system perspective.

The interior with a single nave underlines that we are facing a church in “preaching hall”. The long and wide aisle is flanked by four chapels with the Deposition and the Crucifix of the seventeenth century and it is decorated with stucco Serpotta school.

Eight statues representing the virtues: Love, Simplicity, Charity, Prudence, Justice, Religion,Fortitude, Meekness are works by Giuseppe and Giacomo Serpotta. The dome is decorated by a large fresco by Michael Narbone. In the central part the Presbytery shows the Souls of Purgatory while the apse houses a painting of Saint Lorenzo.

The church has the oldest confessionals of the city but they are a bit macabre because of the skulls placed on the back where the priests used to sit. The use of  the skulls underlines the wish of the Church to increase the veneration of the faithfuls through the use of creepy images.

L’église de San Lorenzo, également connue comme l’Eglise du Purgatoire, a été construite dans la deuxième moitié du XVIIe siècle sur les ruines d’une église médiévale également dédiée à San Lorenzo. L’extérieur de ce beau monument  baroque se caractérise par un double escalier et une grande façade couronnée par un tympan. Le portail d’entrée est formé de deux colonnes torses  juxtaposées avec des piliers flanqués des figures allégoriques de la Foi et la Charité. Au sommet d’un fronton ,il y a un médaillon avec la Vierge entourée d’anges.

 Sur la deuxième rangée se trouve une fenêtre élégante flanqué de deux statues de saints. Un clocher situé à gauche de la façade permet de donner un nouvel élan à la perspective du système.

L’intérieur à une seule nef indique immédiatement que nous sommes face à une église appelée« salle de prêche ». La longue allée de 39 m large et 9 de long  est flanquée de quatre chapelles : la Déposition et le Crucifix du XVIIe siècle .Elle  est décorée par des  stucs de Giuseppe et Giacomo Serpotta  qui ont enrichi l’église de huit statues représentant les vertus: Amour, Simplicité, Charité, Perseverance,  Justice, Religion , Courage ,Mansuétude, . Le dôme est décoré par une grande fresque de Michel  Narbone. Le Presbytère dans la partie centrale montre les âmes du purgatoire. L’église possède le plus ancien confessionnal    de la ville mais sont quelque peu «macabre à cause de crânes placés sur le dos où ils étaient assis habituellement le prêtre. L’Eglise pensait  à cette époque-là que l’utilisation de crânes  et d’images effroyantes  pouvaient augmenter la vénération des fidèles .

LA COLONIA GRECA DI AKRAGAS The Greek colony of Akragas La colonie grecque de Akragas

La colonia greca di Akragas fu fondata nel 583-582 a.C. da un gruppo di coloni dori provenienti da Gela, guidati da Aristonoo e Pistilo che diedero al sito il nome dell’omonimo fiume. Saranno i Romani, quando la conquisteranno nel 210 a.C.,a chiamarla Agrigentum.

La fondazione della colonia nasceva dall’esigenza sentita dagli antichi gelesi di porre un argine all’espansione verso est di Selinunte. Il sito dell’abitato si estendeva lungo una larga vallata, protetta da un lato dalle colline e dall’altro dalla rupe Atenea in cui sorse l’acropoli. Già alla metà del VI seolo a.C. Akragas prosperava grazie alla fertilità del terreno che poteva essere facilmente irrigato attingendo ai fiumi vicini.

Il primo tiranno della città fu Falaride che, conquistato il potere con un colpo di stato, lo mantenne dal 570 fino a circa il 554 a.C. E’ passato alla storia sopattutto per la sua crudeltà: difatti aveva preso l’abitudine di far bruciare vivi i suoi nemici all’interno di un toro di bronzo arroventato ( noto come toro di Falaride ), appositamente ideato dall’ateniese Perillo. Falaride intraprese anche una politica espansionistica verso l’entroterra agrigentino spingendosi fin verso Imera che poi, pur non avendola sottomessa, contribuì a sua volta a difendere dagli assalti dei Cartaginesi.

Akragas godette del periodo di maggiore splendore sotto il tiranno Terone che si impadronì del potere nel 488 a.C. e conquistò dopo pochi anni Imera. Il suo attivismo irritò i Cartaginesi che gli mandarono contro un esercito di 300000 uomini.Terone allora si alleò con Gelone di Siracusa e la coalizione greca ebbe la meglio sui punici nella battaglia di Imera ( 480).

Alla sua morte nel 471 gli succedette il figlio Trasideo che venne deposto l’anno successivo: da quel momento ad Agrigento fu instaurata la democrazia cui contribuì anche il filosofo Empedocle. Quello democratico fu un periodo di grande prosperità economica testimoniata dalla costruzione di numerosi templi.

Tuttavia, dopo un periodo di accresciuta influenza di Siracusa, Akragas dovette fronteggiare nel 406 la spedizione dei Cartaginesi guidati da Annibale che intendevano riaffermare il proprio controllo sulla Sicilia. Dopo un estenuante assedio gli abitanti furono costretti ad abbandonare la città che venne distrutta; da qui i  Cartaginesi sferrarono il successivo attacco verso Gela.

Akragas rinacque nel 338 a.C.  per iniziativa del siracusano Timoleonte, e riacquisì un breve periodo di prosperità sotto la tirannide di Finzia ( 286-280 ).

Quindi, minacciata da Roma, per mantenere la sua indipendenza, si alleò con i Cartaginesi. Una mossa che si rivelerà inutile giacchè i Romani conquisteranno una prima volta la città nel 261 e la sottometteranno definitivamente nel 210 a.C.

The Greek colony of Akràgas was founded in 583-582 BC  by  Rhodio-Cretan colonists from Gela led by Aristonoos and Pystilos who gave the city-state or polis  the name of the anonymous river. The Romans will call it “Agrigentum”, when they conquered it in 210 B.C.

The colony arose since the ancients of Gela wanted to put an end to the expansion to the east of  Selinunte. The city stretched along a wide valley, protected on the one side by the hills and on the other one by the Atenea cliff where the acropolis was built. By the middle of the sixth century BC Akragas was prospering thanks to the fertility of the land that could be easily irrigated by drawing on nearby rivers.

The first tyrant of the city was Phalaris  who  conquered the power and kept it from 570 until 554 B.C.  He went down in history because of  his cruelty: in fact he used to burn his enemies inside a huge bronze bull (known as Phalaris’s bull) designed from  Perillos of Athens. Phalaris undertook an expansionist policy towards the inland of Akragas pushing himself towards Himera and , even though he hadn’t submitted it, helped to defend it from the assaults of the Carthaginians. Akragas enjoyed a period of the greatest glory under the tyrant Theron who took possession of the power in 488 B.C. and conquered Himera after a few years . His activism angered the Carthaginians who sent an army of 300 000 men. Theron allied with Gelon of Syracuse and the Greek coalition got the better of the Punics in the battle of Himera (480).

When he died in 471, his son  Thrasydaeus succeeded , but he lasted only 1 year.

From then, in Akragas  democracy reigned and the philosopher Empedocles contributed on it, too.

The democratic period was the most economic prosperity time in which a lot of temples were built.

However, after a period of influence from Syracuse, in 406 Akragas had to face the Carthaginians expedition in 406 led by Hannibal.

They wanted to control Sicily.

After a long hard siege the inhabitants were forced to leave the city which was destroyed.

So, the Carthaginians launched their next attack towards Gela.

Akragas was born again in  338 B.C. thanks to the Syracusan Timoleon, and it acquired a short time of prosperity under the Tyranny of Finzia (286- 280).

Threatened by Rome, in order to keep its indipendence, Akragas formed an alliance with the Carthaginians. But the Romans conquered it firstly in 261 and definitely  in 210 B.C.

La colonie grecque de Akragas a été fondée en 583-582 BC par un groupe de colons de Géla , conduits par Aristonoo et Pistillo qui ont donné au site le nom du fleuve qui traversait la cité.. Ce seront les Romains, lors de la conquête en 210 a .c, qui l’appelleront Agrigentum.

La fondation de la colonie était une exigence l’ancienne Gela pour mettre fin à l’expansion vers l’est de Sélinonte. Le site de la ville s’étirait le long d’une large vallée, protégée d’un côté par les collines et de l’autre par « la Rupe Atenea » rocher où l’acropole a été construit. Dès le milieu du sixième siècle Akragas connaîtra la  prospèrité grâce à la fertilité de la terre qui pouvait  être facilement irriguée en puisant dans les rivières qui coulaient près de la cité.

Le premier tyran de la ville fut Phalaris qui prit le pouvoir grâce à   un coup d’état, et le maintint de 570 à environ 554 a.c . Il  est connu surtout  pour sa cruauté: en effet, il avait  l’habitude de brûler vifs ses ennemis à l’intérieur d’un taureau rouge  en bronze (connu sous le nom de taureau de Phalaris), conçu par l’Athénien  Perillo.  En outre, Phalaris mena une politique d’expansion vers l’hinterland de Agrigento jusqu’à  Himère laquelle, même si elle n’était  pas soumise, contribua à son tour à sa défense contre les attaques des Carthaginois.

Akragas devint une grande puissance sous le tyran Théron qui  prit le pouvoir en 488 a.c et conquit après quelques années Himère. Son activisme mit en colère les Carthaginois qui envoyèrent une armée de 300.000 soldats. Théron alors s’allia avec Géla et Syracuse et cette coalition grecque vainquirent les Puniques dans la bataille de Himère (480).

A sa mort en 471, il fut remplacé par son fils Thrasydæos qui sera destitué  l’année suivante: à partir de ce moment-là , la démocratie fut instaurée  à Agrigente,  grâce surtout au philosophe Empédocle. La démocratie a été une période de grande prospérité économique et la construction de nombreux temples en sont le témoignage.

Toutefois, après une période d’une influence  de Syracuse, Akragas fut assiégée en 406. Les Carthaginois avec à la tête  Hannibal qui voulaient reprendre le contrôle de la Sicile. Après un siège exténuant, les habitants furent  contraints d’abandonner la ville qui fut détruite et  les Carthaginois lancèrent leur attaque à  Géla.

Akragas renaît en 338 a.c. sous Timoléon, et a retrouvé une brève période de prospérité sous la tyrannie de Phinthias (286-280).

Donc, menacée par Rome et voulant garder son indépendance Akragas s’ allie avec les Carthaginois. Un choix qui se révélera inutile puisque les Romains conquerront la première fois la ville en 261a.c. et la soumettront définitivement en 210 a.c.

CHIESA DI SANTA MARIA DEI GRECI The Church of St. Mary of the Greeks L’Eglise de Santa Maria dei Greci

La chiesa di Santa Maria dei Greci, cosi detta dall’essere stata un tempo cattedrale di rito greco-bizantino, sorge sulla via omonima, sulla collina di Girgenti. E’ stata costruita tra il XII e il XIII secolo sui resti di un tempio dorico, dedicato alla dea Athena.

Dell’antico tempio su cui poggia la chiesa rimangono tracce nelle fondazioni e nei resti della cella oltre ai tamburi inferiori di sei colonne a 20 scalanature. Era un tempio periptero di mt.34,70×15,10 con 6×13 colonne e cella fornita di pronao ed opistodomo

La chiesa, alla quale si accede tramite un cortile, presenta una facciata semplice e severa, tipica dell’epoca Sveva in Sicilia, abbellita da un portale in stile gotico chiaramontano.

L’interno è diviso in tre navate. Quella centrale è caratterizzata da un soffitto ligneo a capriate dipinte, di impronta trecentesca, mentre alle pareti  rimangono tracce di affreschi, risalenti al XIV secolo, in parte distrutti dal tempo. Una di queste opere raffigura la Madonna in trono col Bambino Gesù. Attorno ad essa erano distribuiti sette riquadri con scene raffiguranti alcuni momenti della vita di Maria. I due soli riquadri  rimasti rappresentano la “Visione di San Gioacchino sul monte”, in cui appare un angelo che gli annuncia la maternità di Sant’Anna, e la “Presentazione di Maria al Tempio”.

Nella chiesa si conservano una statua lignea del ‘500, raffigurante la Madonna col Bambino e un sarcofago di marmo del 1570 che contiene i resti dei nobili palermitani Bartolomeo Caputi e Isabella Termini.

Durante alcuni restauri, eseguiti negli ultimi anni, sono stati ritrovati la cripta e il colatoio del XIX secolo dove anticamente i corpi dei membri della Confraternita venivano lasciati essiccare prima della sepoltura.

The Church of St. Mary of the Greeks is so called because, during the Byzantine domination, it was a Greek Orthodox cathedral, located on the homonymous street, on the hill of Girgenti. It corresponds to the ancient temple of Athena or Zeus Atabirios, dating back to Theron. The present building dates from the twelfth or thirteenth century.

There are traces of this temple in the foundations and the remains of the cell: a peripteral hexastyle temple, with thirteen columns on the long sides, similar to the Temple of Concordia , which measured 34.70 meters x 15.10. Through a courtyard, we may get into the church which has a simple and plain façade with Gotic lines reminding the typical architecture of the Swabian period., embellished by a Gothic Chiaramonte doorway.

The interior is divided into three aisles. The central one  has a wood ceiling of the 14th century, with painted trusses, while  the walls still carry the traces of 14th century frescoes. One of these works depicts the figure of a Madonna with Child seated on a throne, partially destroyed. Around it there were  seven panels with scenes depicting moments of  the life of Mary. The only two remaining panels are: The Vision of St. Joachim on the Mount , in which an angel appears, announcing the next motherhood of St. Anne, and the Presentation of Mary in the Temple .

The church contains a wooden statue depicting the Madonna and Child and a marble sarcophagus of 1570 which contains the  bones of two nobles of Palermo: Bartolomeo Caputo Terms and Isabella.

During some restoration work, carried out in recent years, the crypt and the gully of the nineteenth century were found. There  the bodies of members of the Brotherhood were allowed to dry before burial.

L’Eglise de Santa Maria dei Greci, ainsi appelée car elle a été  une cathédrale  de rite grec-byzantin, est  située sur la rue du même nom, sur la colline de Girgenti. Elle a été construite entre le XII et XIII siècle sur les ruines d’un temple dorique, dédié à la déesse Athéna.

Les restes de l’ ancien temple  sont dans les fondations , dans la chambre  inférieure , dans les six colonnes à 20 rainures. C’était un temple de 34,70 x15,10  m  avec 6 x 13 colonnes et une  chambre équipée avec pronaos et opisthodome

L’église, qui est accessible par une cour, a une façade simple et claire, typique de la  Sicile Souabe, embellie par un portail gothique chiaramontain

L’intérieur est divisé en trois nefs. La nef  centrale est caractérisée par un plafond en bois du XIVe siècle, tandis que sur  les murs il y a des traces de fresques, datant du XIVe siècle, en partie détruit par le temps. L’une de ces œuvres représente la Vierge et l’Enfant Jésus sur le trône. Sept panneaux sont distribués autour d’elle avec des scènes représentant des moments dans la vie de Marie. Les deux panneaux qui sont encore en bon état ,  représentent la “Vision de Saint-Joachim sur la montagne”, dans lequel un ange apparaît  à Saint Anne lui annonçant sa maternité, et la «Présentation de Marie au Temple.”

Dans l’église,   on peut admirer une statue en bois du XVI siècle, représentant la Vierge et l’Enfant et un sarcophage en marbre de 1570 qui contient les dépouilles des nobles Bartolomeo et Isabella Caputi de Palerme-

Au cours des travaux de restauration menés ces dernières années, on a retrouvé  une crypte et un égouttoir du  XIXe siècle, où une fois les corps des membres de la confrérie étaient mis  à sécher avant d’être enterrer.

Perchè nasce il progetto C.I.C.E.R.O.?

Il Progetto C.I.C.E.R.O.  è un progetto INTERDISCIPLINARE che mira al potenziamento delle Lingue Straniere e alla valorizzazione del patrimonio culturale (artistico, ambientale e paesaggistico) della  città di Agrigento consapevoli del ruolo innegabile nella formazione nei cittadini .

Lo studio del patrimonio artistico può stimolare nei giovani una coscienza diffusa e condivisa della storia e della cultura del territorio e concorrere alla formazione dell’identità locale nazionale.

La scelta del tema, l’esame delle “opere” nel campo dell’arte, della tecnica, della letteratura, la necessità di avvalersi di diverse competenze possono contribuire da un lato alla conoscenza della storia, dell’arte, dell’architettura, del paesaggio del proprio territorio e, dall’altro, alla formazione – soprattutto nei giovani – del senso di appartenenza e di responsabilità verso un patrimonio culturale visto troppo spesso come estraneo alla propria esperienza quotidiana. Ancora, possono diventare elementi di orientamento alla professione e al prosieguo degli studi.

Il progetto offre agli allievi del Liceo Politi l’opportunità di conseguire a conclusione dell’obbligo di istruzione le competenze di base previste per l’asse culturale dei linguaggi (decreto MPI 22/8/2007, n. 139); di sviluppare, attraverso lo studio delle immagini, l’attitudine al pensiero riflessivo e creativo; di facilitare l’esercizio dell’intelligenza emotiva; di sviluppare le competenze necessarie all’esercizio della cittadinanza attiva; di potenziare l’interdisciplinarietà con la storia greca, la cultura classica, la lingua inglese e francese, la storia dell’arte.Il progetto si pone in particolare le seguenti finalità:

  • educare alla cittadinanza attiva, come cultura della tutela, del rispetto e della conservazione del patrimonio culturale, attraverso la conoscenza delle radici storiche e artistiche della propria città;
  • attivare una didattica laboratoriale, per coniugare il sapere al fare (es. produzione di una documentazione fotografica a tema, articoli su itinerari archeologici e artistici in lingua italiana, francese ed inglese);
  • introdurre l’uso veicolare delle lingue straniere, nell’ottica di un dialogo interculturale;
  • incoraggiare l’adozione di metodi e contesti didattici innovativi;
  • riconoscere nel patrimonio ambientale e storico-artistico uno strumento indispensabile per lo sviluppo culturale dei cittadini;
  • promuovere un processo di identificazione nei confronti delle radici storiche e culturali della propria città;
  • fornire strumenti per la comprensione del proprio tempo e della propria storia;
  • considerare l’espressione artistica uno strumento privilegiato per il dialogo interculturale;
  • incoraggiare l’adozione di metodi e contesti didattici innovativi.

Con il progetto si svilupperanno diverse metodologie innovative come la metodologia CLIL che incoraggia una didattica interattiva per la necessità dell’interazione linguistica, consente un insegnamento più efficace della lingua2 nelle sue forme più complesse in quanto calate in un contenuto reale; nello studio della Storia dell’Arte questa metodologia aggiunge alcuni fattori di qualità e cioè:- sviluppa un approccio multiculturale ad una disciplina già per suo statuto sovranazionale; è coerente con la Direttiva Europea relativa alle “key competencies” (dicembre 2006), in particolare alla competenza “consapevolezza ed espressione culturale” che consiste nella “valutazione e apprezzamento delle opere d’arte e delle esibizioni artistiche” e nell’ “autoespressione attraverso un’ampia gamma di mezzi di comunicazione”;  motiva alla riflessione e all’acquisizione di una terminologia specifica (more focus on the language);  favorisce un approccio più metodico grazie alla necessità di una procedura di analisi step by step e al focus sulla terminologia, sul significato e sull’uso delle parole.

In particolar modo, il progetto mira a mettere in risalto alcuni elementi di carattere formativo per la  crescita  culturale  ed  umana  degli  allievi,  ponendo  in    rilievo  la  centralità  dell’alunno, attraverso  un  “impatto  partecipato”  che  migliora  le  competenze  linguistiche  e comunicative , nonché le capacità di progettazione, ricerca e realizzazione.